The Phantom Of The Opera (Il fantasma dell’Opera) il più importante musical al mondo

Il massimo capolavoro di di Andrew Lloyd Webber, e sicuramente quello che esprime maggiormente la sua maturazione stilistica, è senza dubbio The Phantom Of The Opera (in italiano ll fantasma dell’Opera) considerato il più grande spettacolo musicale al mondo.

Ispirato al famoso e omonimo romanzo di Gaston Leroux, e probabilmente anche all’omonimo “musical tentativo” del 1984 ad opera di vari autori tra cui Ken Hill, The Phantom Of The Opera era un progetto che Webber sognava da molto tempo: un musical in puro stile Rodger & Hammerstein, di impostazione classica, con una storia romantica e coinvolgente.

Non appena si sparse la voce che Lloyd Webber, il regista Harold Prince e il produttore Cameron Mackintosh stavano lavorando al progetto di un musical sul Fantasma dell’Opera si creò subito una grande attesa sia tra i fan che tra gli addetti ai lavori.

Le liriche di questo musical erano state commissionate in origine da Lloyd Webber al leggendario e citato autore Alan Jay Lerner ma questi morì prima di poter dare una conferma al progetto. Fu scelto quindi l’esordiente Charles Hart coadiuvato da Stilgoe già partner di Webber in Starlight Express.

Se il pubblico amò immediatamente questo capolavoro, la stampa lo criticò duramente definendolo pretenzioso e opulento. Alcuni lo giudicarono inizialmente una datata operetta e altri scrissero che lo spettacolo sarebbe stato un fallimento finanziario.

Le recensioni negative sono presenti in ogni spettacolo, ma al di là del pensiero mediatico, il musical rappresenta uno dei massimi successi del teatro moderno e un perfetto insieme di musica, parole, regia, costumi, coreografie e impianto scenografico. Webber ha colto pienamente lo spirito dell’opera di Leraux, scrivendo una partitura stravagante, ironica, emozionante, proprio come il romanzo chiedeva. A tratti la musica appare melodica e mitigata, in altri momenti scatena arie pop e contaminazioni rock orchestrali, potente e commovente al tempo stesso e assolutamente teatrale. Il book ha mantenuto il significato originale dell’opera, anche se ha tratti elaborato liberamente.

The Phantom Of The Opera: trama

La trama è ambientata a Parigi nella metà del secolo scoro, nei sotterranei del famoso Teatro dell’Opera, dove vive un misterioso uomo dal volto coperto da una maschera, chiamato da tutti Il Fantasma. Questi minaccia i nuovi direttori del teatro attraverso inquietanti lettere e provocando incidenti vari affinché la sua protetta, la giovane ragazza del corpo di ballo Christine, divenga la nuova prima donna al posto dell’attuale cantante lirica italiana Carlotta.

Christine, che possiede una voce fantastica da soprano, è ipnotizzata e affascinata dalla voce del Fantasma che idealizza come lo spirito del defunto padre violinista. Il Fantasma invece è un uomo dal volto orrendamente sfigurato dalla nascita, amante della musica e compositore, invaghito della giovane a tal punto da scrivere per lei una nuova opera. Ma Christine ha uno spasimante, il giovane Raul che cerca di allontanarla dal morboso Fantasma. Quest’ultimo, ingelosito sarà portato a compiere crudeli omicidi, fino al rapimento di Christine per portarla nel suo regno. Raul e la maestra del balletto, l’unica a conoscere i segreti del fantasma, violano il suo nascondiglio ma finiscono prigionieri. Il coraggio di Christine riuscirà però a commuovere il Fantasma che libererà i giovani, scomparendo nel nulla prima di essere catturato dalla folla del teatro inferocita. Lascerà solo la sua maschera.

The Phantom Of The Opera: la score e le canzoni più belle

La score riserva momenti indimenticabili: l’Ouverture prepotente, la celestiale Think Of Me, la famosa canzone omonima divenuta una hit classica, la splendida e magica Music Of The Night riservata all’assolo del Fantasma, il romantico duetto di Christine e Raul All I Ask Of You, lo humour di Prima Donna e la corale Masquerade come trionfale apertura del secondo atto dove si raggiunge una vera maestosità.

Suggestive anche alcune delle idee registiche, come quella di iniziare lo spettacolo con un prologo che rappresenta un’asta di vecchi cimeli, tra cui un lampadario, poi riacceso e sollevato sopra la platea, in un effetto di magico flashback che riporta l’azione al passato e ricostruisce così il palco dell’Opera.

Altre tecniche sofisticate: l’effetto teatro nel teatro reso da una ricostruzione scenografica perfetta, o la discesa di Christine e del Fantasma nei sotterranei, dove è ricreato un lago sotterraneo tra fumi, nebbia e candele.

Affascinante anche la figura del Fantasma che, per la maggior parte dello spettacolo, è una voce amplificata che si espande come un’eco in tutto il teatro. Si racconta che fosse stato assunto un illusionista per studiare i trucchi adatti a far comparire e scomparire il Fantasma in scene di particolare effetto.

Passata alla storia è poi la scena in cui l’inquietante Fantasma, nel finale del primo atto, in un gesto di ira fa crollare il lampadario-candelabro sulla platea, effetto ora conosciuto dalla maggior parte ma che nelle prime repliche generò brividi e panico. Ricchi i costumi usati da Maria Bjornson, degni di un allestimento operistico. In alcuni momenti la scena è talmente curata da avere l’impressione di trovarsi di fronte a quadri viventi.

«Si dice che l’idea iniziale di Webber e Mackntosh fosse quella di trasformare il romanzo di Leroux in un musical-rock demenziale sulla scia di The Rocky Horror Show, ma dopo aver letto meglio il romanzo e dopo aver ripensato alle capacità vocali dell’allora moglie Sarah Brightman, l’idea di Webber mutò in qualcosa di molto più romantico e sinfonico. Lo show vinse due Oliver Award, uno come musical dell’anno, l’altro andò a Michael Crawford, come miglior protagonista (insuperabile nella parte del Fantasma).» BONSIGNORI, Dizionario del Musical, p. 278

The Phantom Of The Opera: il debutto a Londra e a Broadway

Il debutto a Londra del 1986 fu accolto con una vera e propria ovazione, mentre la realizzazione a Broadway presentò da subito qualche intoppo.
Come accennato, «il ruolo di Christina era stato pensato da Webber apposta per la particolare voce di Sarah Brightman, all’epoca sua moglie, e dunque chiede che anche nell’allestimento americano sia lei ad interpretarlo, ma l’Actors’ Equità, una specie di sindacato americano degli attori, non la riconosce come star internazionale e dunque pretende che al suo posto venga ingaggiata un’artista americana. Per mantenere intatto il suo cast, Webber dovrà scendere a diversi compromessi, e promettere di assegnare un ruolo di primo piano in una sua produzione londinese ad un artista americano di fama non ancora riconosciuta entro tre anni.» VENTURINO, Musical: istruzioni per l’uso, p. 135

The Phantom Of The Opera debuttò a Broadway nel 1988, vincendo nello stesso anno sette Tony Award ed è tutt’ora in scena dopo 33 anni e oltre 60 mila repliche (Interrotto durante la pandemia di Covid-19 per più di un anno ad ottobre 2021 lo show ritorna al The Majestic Theatre di Broadway).

Il musical Il Fantasma dell’Opera rappresenta ad oggi e per la storia il più grande successo d’intrattenimento di ogni tempo.

Love Never Dies: il sequel di The Phantom Of The Opera

A fine anni ’90 Webber inizia a lavorare sul sequel di The Phantom Of The Opera. Il musical che avrebbe dovuto essere un grande successo per le modalità con cui doveva essere messo in scena in simultanea in tre diverse città del mondo, ad oggi 2021 non è mai andato in scena a Broadway.

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