Cats e Starlight Express i musical di successo di Andrew Lloyd Webber dopo la separazione da Tim Rice.

Andrew Lloyd Webber e Tim Rice dopo quindici anni di collaborazioni decisero di proseguire ognuno per la propria strada, quella di Webber si rivelò sicuramente molto fruttuosa.
Gli anni ’80 sono stati un decennio molto fortunato per Webber che, dopo la separazione da Rice decise nel 1979 di collaborare con Don Black per la stesura di un ciclo di canzoni dal titolo Tell Me On A Sunday, che servirono da base per Song & Dance, uno dei musical più atipici del grande compositore frutto della combinazione di questo ciclo di canzoni e di Variation, composizione musicale per violoncello creata appositamente per il fratello Julian sulle variazioni di Paganini.

Il Musical Tell Me On A Sunday

Tell Me On A Sunday venne presentato come show televisivo e la protagonista Marty Webb incise un album lanciando due hit, Tell Me On A Sunday e Take The Look Off Your Face. Due anni dopo i due spettacoli vennero uniti in uno show a due atti: il primo interamente cantato dall’interprete Marty Webb, dove si narra la storia delle travagliate ma ironiche vicende sentimentali di una ragazza inglese a New York, il secondo solo danzato dalla star inglese Wayne Sleep, reduce dai successi di Cats, che si cimenta dalla danza classica al tip tap, fino al rock acrobatico raccontando a suo modo delle piccole storie d’amore.

Lo show rimase i cartellone per ben 781 repliche alternando star del musical e della danza come protagonisti e una delle ultime repliche ebbe per protagonista Sarah Brightman che fu ripresa dalla tv inglese, partecipando così al primo video di uno show teatrale di Webber.

Il Musical Cats: trama e approfondimento

Successivamente Webber decise di lavorare direttamente con un libro piuttosto che con un librettista e precisamente Old Possum’s Book Of Practical Cats di Thomas Stearns Eliot. Il libro, molto famoso in Inghilterra, è in realtà una serie di poemetti per bambini che Eliot scrisse nel 1939. I protagonisti assoluti sono tutti gatti, con nomi e caratteristiche per distinte, personalità forti che Webber decise di mettere in scena nel 1981 in questo musical dal titolo Cats. Una curiosità riguarda il fatto che Memory, il brano più famoso della score, è l’unico a non essere basato su questi poemetti ma su un altro, scelto dal regista, Rhapsody On A Windy Night.

Il risultato, di cui abbiamo parlato anche nell’articolo dedicato ai tipi di musical, fu qualcosa si stupefacente, mai visto prima. Grazie alla collaborazione con il regista Trevor Nunn, alle coreografie di Gillian Lynne e alle scene di John Napier l’allestimento risultò per il pubblico assolutamente alienante: la scenografia invadeva letteralmente la platea, tutta a dimensione di gatto tanto che il pubblico aveva l’impressione di essersi rimpicciolito. Gli interpreti invece, grazie ad un trucco d’effetto e a vere movenze feline, si trasformarono in veri gatti.

Lo show non ha una vera e propria trama, ma è piuttosto una sfilata di ritratti felini. La vicenda si svolge a Jellicle Ball, una festa dove una volta all’anno viene eletto il gatto che potrà salire nel mitico paradiso dei felini. Old Deuteronomy, il gatto più anziano e saggio, ha il compito di scegliere il candidato migliore ed ecco presentarsi davanti a lui una serie di gatti diversi tra loro, ognuno con le sue peculiarità stravaganti. Alla fine la prescelta sarà Grizabella, una gatta un tempo bella e snob, ormai invecchiata e ridotta a vivere in miseria ed emarginata da tutti. Il suo struggente canto alla luna dove trovano voce tutte le sue suggestive memorie sarà la testimonianza toccante che convincerà il branco a sceglierla.

Le eccezionali scenografie ricreano un mucchio di immondizie urbane da cui appaiono i felini immergono lo spettatore in un’atmosfera magica ed affascinante. Atmosfera ben sottolineata da Webber che sposa ottimamente le liriche delle poesie originali senza forzature. Cats sembra uno show nato per infrangere le regole: non vi è dialogo e la parte principale è sostenuta dalle tante coreografie, non esiste una coppia di veri protagonisti, tutti gli interpreti a loro modo sono protagonisti al tempo stesso, prendendo la parola a turno per raccontare la propria storia in musica.

La standing ovation finale al debutto londinese, dove un pubblico incredulo e stupefatto sanciva il successo mondiale di Cats, fu interrotta solo a causa di una telefonata minatoria che informava della presenza di una bomba in teatro, cosa che si rivelò priva di fondamento, ma che fa intendere come il fenomeno Webber fosse al centro del mondo.

Il debutto del Musical Cats a Broadway: 20 anni di successo

Dopo questo musical, Webber affermò che non c’era più nulla che separasse gli allestimenti del West End da quelli di Broadway.

La versione di Memory incisa da Barbra Streisand all’epoca scalò vertiginosamente le hit parade mondiali. E così, nel 1982 lo show fu adattato al gusto del pubblico americano e fu esportato a Broadway. Dopo alcuni mesi di necessarie modifiche del teatro ospitante per alloggiare le complesse macchine di scena, Cats debuttò in America e si calcola che lo show abbia battuto tutti i primati precedenti rimanendo in scena per più di 20 anni, più di 9000 repliche a Londra, e più di 7485 a Broadway.

Webber ha sempre abituato il suo pubblico a cast grandiosi, continui effetti speciali e scene strabilianti quasi più vicini al genere extravaganza che solamente al musical.

Il Musical Starlight Express: l’opera più tecnlogica di Webber

Dopo i gatti la più grande passione di Webber erano i treni, soprattutto quelli personificati tipici delle storie per bambini. Webber decise così di intraprendere un’altra sfida e, radunando lo stesso staff di Cats più un liricista R. Stilgoe e una nuova coreografa A. Phillips cominciò a lavorare su Starlight Express. La storia è una sfida tra una vecchia e simpatica locomotiva a vapore dal nome Rusty, contro le moderne motrici diesel ed elettrica Greaseball e Electra. Dedicato dall’autore ai suoi figli, Starlight Express è sicuramente la fiaba per chi non ha mai smesso di sognare, ed è sicuramente il più straordinario, spettacolare e tecnologico musical di Webber.

La critica conferma che anche la partitura è una delle più strane di Webber, di impostazione rock, a tratti melodica, con arrangiamenti decisamente elettronici, con movimenti dal rap al country, dal blues fino alla disco music.

Ma i punti forti dello spettacolo sono sicuramente: l’allestimento, gli splendidi e coloratissimi costumi, disegnati per esprimere i tratti della personalità delle locomotive-attori, la coreografia che fornì di ruote gli interpreti considerando che tutto il cast recita su pattini a rotelle, e la scenografia all’Apollo Theatre di Londra, ricostruito per l’occasione, con l’installazione di tre livelli di piste tutt’intorno alla sala, un palco speciale dotato di grandi schermi laterali per proiettare l’azione di modo che il pubblico possa seguire anche ciò che succede alle spalle, e un ponte metallico sospeso in puro stile ferroviario.

È stato uno dei più grandi successi di Webber, rimasto in scena dal 1984 fino al 2002 stabilizzandosi ai primi posti tra i musical più replicati, dopo Cats, nel West End. Lo show sbarca anche a Broadway nel 1987, con una produzione da otto milioni di dollari, ma leggermente rivisitata a causa dell’impossibilità di modificare totalmente il teatro.

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