Realtà virtuale e intelligenza artificiale al servizio della musica: Web Summit Lisbona

Realtà Virtuale e Intelligenza Artificiale sono tematiche di cui si sente sempre più spesso parlare, soprattutto per gli impatti positivi che possono avere in ogni settore della nostra vita, inclusa la musica e la produzione artistica.

Quando parliamo di realtà virtuale (virtual reality o VR) ci vengono in mente delle pubblicità, dei videogiochi o dei film a cavallo tra fantascienza e realtà, dove con dei visori VR (degli appositi occhiali), si viene catapultati in un universo parallelo dove l’immaginazione si diverte a cogliere ogni particolare. In effetti, la realtà virtuale è definita come una realtà simulata: uno spazio tridimensionale ricreato digitalmente che può essere esplorato senza barriere geografiche. L’interazione avviene attraverso dispositivi come ad esempio visori, occhiali 3D, guanti e cuffie da realtà virtuale. Indossando questi dispositivi la persona si sente completamente proiettata in uno scenario talmente realistico da sembrare praticamente vero. Nuovi mondi, nuove ambientazioni e uno scorrere del tempo emozionante, questa è la realtà virtuale. A questo punto è facile immaginare cosa possa significare per un artista garantire un’immersione totale dell’ascoltatore nel proprio prodotto musicale o nel videoclip, con la possibilità di comunicare su un piano molto più coinvolgente ed efficace il proprio messaggio e di far vivere un’avventura.

Allo stesso tempo anche l’intelligenza artificiale sta pian piano diventando amica degli artisti. Sì, amica. Perché l’AI non si pone il compito di rimpiazzare la componente umana, ma anzi di espandere le capacità. L’industria creativa trova nuovo potenziale grazie all’AI proprio nella composizione musicale, attraverso reti neurali artificiali e complessi algoritmi che però richiedono sempre la sensibilità umana per funzionare bene. L’interazione uomo-macchina è infatti fondamentale in ogni fase: dalla programmazione alla registrazione, dalla produzione agli arrangiamenti, fino al controllo dei criteri di apprendimento degli algoritmi.

Del resto il binomio musica e computer non è proprio una novità. Fin dalla metà degli anni Cinquanta si tentano composizioni create con algoritmi, per non parlare della musica generativa di Brian Eno verso la metà degli anni Novanta. Le stesse piattaforme di streaming che noi tutti utilizziamo sfruttano algoritmi sofisticati e intelligenza artificiale, analizzando i gusti degli utenti e suggerendo musica e artisti nuovi che potrebbero gradire.

Conferenza su musica, realtà virtuale e intelligenza artificiale

Fatte queste doverose premesse, all’intelligenza artificiale e alla realtà virtuale applicata alla musica è dedicata una conferenza al Web Summit di Lisbona (7 novembre) dove anche noi siamo presenti in qualità di Media/Press nel palco dedicato a Music Notes.
Il titolo è Welcome to Planet Jarre e lo speaker d’eccellenza è Jean-Michel Jarre, compositore, performer, produttore discografico e pioniere della musica elettronica francese. In questa occasione Jean-Michel Jarre propone un excursus sulla sua carriera fino ad oggi e uno spunto di riflessione su come l’AI e la realtà virtuale possono avvantaggiare un artista oggi nella produzione creativa e nella creazione di una comunità digitale.

Non dimentichiamo infatti che AI, realtà virtuale e realtà aumentata saranno sempre più presenti anche nei concerti dal vivo dove, grazie ai dispositivi menzionati, l’ascoltatore vive un’esperienza molto più personale e interattiva, con una partecipazione decisamente attiva e memorabile.

Qualcosa in più sugli speaker Welcome to Planet Jarre al Web Summit

Jean-Michel Jarre è un musicista e interprete pluripremiato, famoso a livello globale per aver aperto la strada al genere di musica elettronica e alla scena live dopo l’uscita del suo album debutto nel 1976 Oxygène (14 milioni di copie vendute) realizzato in uno studio improvvisato di home recording.

E’ stato il primo musicista occidentale a potersi esibire in Cina e rientra nel Guinnes dei Primati dei concerti più grandi della storia, come ad esempio quello di Mosca del 1997. Fino ad oggi risulta aver venduto circa 80 milioni di album in tutto il mondo.
Durante la conferenza Welcome to Planet Jarre troviamo in qualità di moderatore anche Rob Schwartz, giornalista nel settore dell’intrattenimento, produttore musicale e imprenditore. Si divide fra l’Asia e gli Stati Uniti da oltre 20 anni ed è oggi Asia Bureau Chief di Billboard, la nota rivista settimanale statunitense dedicata alla musica.